Carlo Cracco ricorda quel 'periodo buio' della sua vita. Fonte: Instagram
Carlo Cracco, il âretroscenaâ del passato che ha lasciato tutti a bocca aperta: chi lâavrebbe mai detto? Guardate un poâ qua!
Carlo Cracco è uno degli chef piĂš amati e di successo dellâattuale panorama gastronomico in Italia e non solo. Proprietario e chef di numerosi rinomati ristoranti e volto noto del piccolo schermo, câè stato un tempo in cui lo chef Cracco non immaginava proprio che un giorno sarebbe diventato un personaggio famoso ed un professionista con cosĂŹ tanti riconoscimenti. Da ragazzo infatti, come ha lui stesso dichiarato nel corso di diverse interviste, la sua personalitĂ era molto diversa da quella di oggi. In particolare, a tal proposito, lo chef ha svelato un inaspettato âretroscenaâ del suo passato, che ha lasciato tutti a bocca aperta. Quando scoprirete di cosa si tratta, di sicuro resterete anche voi senza parole. Guardate un poâ qua!
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Di recente abbiamo molto sentito parlare di lui a proposito della sua ultima apertura. Quella del ristorante Cracco Portofino sulla rinomata Riviera Ligure. Ma cosa sappiamo del passato dello chef Carlo Cracco, quando era ancora soltanto un ragazzo ignaro del successo che avrebbe avuto in futuro? Stando a quanto raccontato da lui stesso, allâepoca il giovane Carlo decise di avvicinarsi alla cucina per via della sua grande passione per il cibo. Di fronte alla necessitĂ di perdere un poâ di peso, infatti, Cracco pensò bene di imparare a cucinare per gestire la situazione. E fu cosĂŹ che si iscrisse allâIstituto Alberghiero Pellegrino Artusi di Recoaro Terme.
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Al contrario, però, di quanto si possa immaginare, Carlo Cracco da ragazzo non ha mostrato subito il suo talento nel cucinare. Anzi, stando a quanto raccontato da lui stesso in alcune interviste lâunica insufficienza che aveva era proprio in cucina. âAvevo 14 anni e mezzoâ ha riportato lâAnsa qualche tempo fa. âEro un ragazzo svogliato e non veloce, mai andato in un ristorante e mi ritrovo in cucina perchĂŠ un professore mi ha dato 4â. Quando, però, gli è stato chiesto come avesse reagito a quel piccolo insuccesso, lo chef ha semplicemente risposto: âMi è servito. I miei genitori mi hanno mandato a lavorare per capire se ero un fannullone o meno, cosĂŹ il sabato e la domenica quando la scuola era chiusa mi dovevo rimboccare la maniche. Alla fine avevo ottoâ. Un âretroscenaâ davvero inaspettato, che ha lasciato tutti senza parole. E voi, cosa ne pensate?
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